
Gli anni 2000 verranno ricordati,
musicalmente parlando, come gli anni del revival ? Mi sento
di rispondere affermativamente... è un continuo ascolto di
artisti o pseudo tali che riprendono a piè sospinto suoni
che credevamo ormai appartenenti al passato, e in ambito
elettronico ad essere saccheggiati sono ovviamente gli anni
'80, quelli dell'esplosione di etichette come Some Bizzare
e Mute che fecero conoscere al grande pubblico il fenomeno
(mai così tanto amato, odiato, biasimato) del techno-pop.
Un genere oggi omaggiato in modo davvero evidente e
sfacciato, basti pensare alla Gigolo che nel volume 6 della
collana "International Deejay" inserì un tormentone come
"Face to Face" dei Twins che i non più giovanissimi
ricorderanno perfettamente...mai segnale è stato più
evidente...
Dance to the
electroclash!
E' partito da lontano, da qualche anno e
piano piano è entrato nei club di tutto il mondo. Non è un
suono nuovo, ma la re-interpretazione di un modo di fare
musica tipico degli anni '80. E' un movimento di fusione,
fra l'electro ed il punk. Si chiama electroclash; la cosa
curiosa è che la ritrovata infatuazione per la musica
electro degli anni '80 percorre diversi tipi di dance. Non
solo piccole etichette nascono e si specializzano in questo
suono, ma anche produttori di house e di breakbeat, non
nascondono la loro simpatia per l'electroclash. Come suona?
Come un gruppo punk, che invece di suonare la chitarra, si
dà alle tastiere e al campionatore e decide di far ballare.
A volte la battuta è quella dritta della house, a volte
quella spezzata del breakbeat, altre quella astratta dei
produttori tedeschi. In tutti i casi, sono i vecchi
sintetizzatori a dare
quel suono ingenuo e quella semplicità immediata che fa
muovere la pista da ballo. Probabilmente è solo un
ripescaggio di un vecchio suono (electro), mischiato ad un
atteggiamento sfrontato e provocatore (punk), oppure un
suono nuovo (elettronico) mischiato ad uno vecchio (Hip Hop
,Old sckool)... a voi la
scelta

"The Less Philosophy"
(summer 2005)
The typical style of working that Art Cluso’ and
Doktor Zoil choosed was called by themselves The
“Less” Philosophy. They met every saturday
afternoon at Tam Tam Studio, made a short record shopping
on the web, drunk one or two couple of coffee, worked in
the sounds research for 3 - 5 hours, took an
“aperitivo” (a glass of red wine) and went to
have dinner on the hills. The main thing was always to work
concentrated with a perfect feeling and never to be in a
hurry or nervous. They said: “We have a life to live
too..”